E S T R A T T I   D A   C A T A L O G H I
 



1989 - CESARE VIVALDI … Quello di Enzo Carnebianca è un curioso surrealismo, così impastato dei propri risentimenti umorali e viscerali da lasciarsi trascinare a vere e proprie ostentazioni di gusto kitsch, a un voluto stridere di colori destinato, con la programmata monotonia delle contrapposizioni di rossi e di verdi, ad acuire il senso atroce di disfacimento, lo struggersi e l’allungarsi mostruoso delle figure e degli arti. Un qualcosa che potrebbe far pensare a Bellmer, ma senza la morsa sensualità di Bellmer, o magari a qualcuno dei molti divulgatori del surrealismo, come Lambisse e compagni …

1992 - ELIO MERCURI … Le sculture di Carnebianca non si collocano nello spazio fisico sono in situazione che con una “dimensione” che rinvia all’universo; sono forme del desiderio irriducibile che anima il sogno e insiste nei percorsi dell’”eterno ritorno”. C’è una linea interminabile, una trama che incarna l’ansia di assoluto dell’uomo: passa nelle figure della civiltà delle Cicladi nell’equilibrio assoluto di una statua egizia, nelle divinità dell’Africa. Oggetti-sculture giunti a noi da un’altra riva del tempo …


1994 - DARIO BELLEZZA … vorrei soffermarmi un momento sulla sostanza dell’opera di Enzo Carnebianca parlando dei modi, delle implicazioni, delle possibilità occulte che lo scultore persegue all’interno della categoria del fantastico. Rinviando, in modo neppure troppo segreto, a modelli come: Salvador Dalí, Max Ernst, Alberto Giacometti, e in modo invece sotterraneo a Medardo Rosso e Auguste Rodin … L’opera di Enzo Carnebianca è dominata dall’eterna lotta tra bene e male; tra essere e divenire, tra sogno e realtà, e da questa lotta nasce l’arte …


1994 - GIORGIO DI GENOVA … Ed ecco, allora, che Carnebianca per dire di sé, delle sue memorie, dei suoi sogni, dei suoi desideri, come fanno tutti gli artisti, guarda all’arte antica e contemporanea, per poi, sulla scorta delle morfologie e della sintassi altrui, dotarsi di un linguaggio proprio, cioè un linguaggio che nelle inflessioni morfologiche e nei costrutti sintattici possa restituire il suo essere e sentire …

1994 - DOMENICO GUZZI … Carnebianca è anche pittore ed autore, ancora, di gioielli: pittura, scultura e gioielli annunciano nella varietà dei rispettivi mezzi, l’esistenza di un unico linguaggio - lo studio di uno scultore, si diceva, possiede un proprio singolare fascino, in considerazione del fatto che è, sì, luogo della ricerca e dell’invenzione creativa ma è anche, luogo d’una manualità al di fuori della quale non si fa scultura …

1997 - CLAUDIO STRINATI … si comprende come Carnebianca sia un artista violentemente sincero e generosamente onesto. La sua arte, in definitiva, è allegoria dell’anelito, di romantica memoria, che costringe al doloroso pensiero che spinge a vedere le cose e le persone, al di fuori di noi, come brutte e ripugnanti, immaginandole, nel contempo, uscite di sicurezza nel mondo della bellezza che deve nutrire l’esperienza estetica e che è, invece, costantemente minacciato. Carnebianca ha inventato il suo universo di personaggi strani e inaccessibili …

2002 - CARLO SAVINI … Costante del suo discrettivismo è la caratterizzazione delle volute, delle linee morbide e rotondeggianti, delle spirali, degli stessi materiali e colori sempre stilisticamente tonali e aurei e con intensi effetti di luminosità solare, regale, soprannaturale. Quello che a primo acchito può apparire un surrealismo formale si rivela, a ben osservare, come la porta che apre la visuale sulla essenza che sta entro l’apparenza … La visione delle opere di Enzo Carnebianca diviene così, oltre che un piacere estetico, una scoperta dell’invisibile fatto percepibile con gli occhi della mente. Anche questa è una pagina dell’Arte contemporanea.

2002 - ENZO CARNEBIANCA - Credere di esistere ed espandere l’identità sottile ed esoterica significa esaltare l’alchimia dell’essere, concepire è realizzare il contenuto racchiuso nella forma perché della magia è l’artefice.