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1992 - ELIO MERCURI … Le sculture di Carnebianca non si collocano nello spazio fisico sono in situazione che con una “dimensione” che rinvia all’universo; sono forme del desiderio irriducibile che anima il sogno e insiste nei percorsi dell’”eterno ritorno”. C’è una linea interminabile, una trama che incarna l’ansia di assoluto dell’uomo: passa nelle figure della civiltà delle Cicladi nell’equilibrio assoluto di una statua egizia, nelle divinità dell’Africa. Oggetti-sculture giunti a noi da un’altra riva del tempo …
1994 - DOMENICO GUZZI … Carnebianca è anche pittore ed autore, ancora, di gioielli: pittura, scultura e gioielli annunciano nella varietà dei rispettivi mezzi, l’esistenza di un unico linguaggio - lo studio di uno scultore, si diceva, possiede un proprio singolare fascino, in considerazione del fatto che è, sì, luogo della ricerca e dell’invenzione creativa ma è anche, luogo d’una manualità al di fuori della quale non si fa scultura … 1997 - CLAUDIO STRINATI … si comprende come Carnebianca sia un artista violentemente sincero e generosamente onesto. La sua arte, in definitiva, è allegoria dell’anelito, di romantica memoria, che costringe al doloroso pensiero che spinge a vedere le cose e le persone, al di fuori di noi, come brutte e ripugnanti, immaginandole, nel contempo, uscite di sicurezza nel mondo della bellezza che deve nutrire l’esperienza estetica e che è, invece, costantemente minacciato. Carnebianca ha inventato il suo universo di personaggi strani e inaccessibili … 2002 - CARLO SAVINI … Costante del suo discrettivismo è la caratterizzazione delle volute, delle linee morbide e rotondeggianti, delle spirali, degli stessi materiali e colori sempre stilisticamente tonali e aurei e con intensi effetti di luminosità solare, regale, soprannaturale. Quello che a primo acchito può apparire un surrealismo formale si rivela, a ben osservare, come la porta che apre la visuale sulla essenza che sta entro l’apparenza … La visione delle opere di Enzo Carnebianca diviene così, oltre che un piacere estetico, una scoperta dell’invisibile fatto percepibile con gli occhi della mente. Anche questa è una pagina dell’Arte contemporanea. 2002 - ENZO CARNEBIANCA - Credere di esistere ed espandere l’identità
sottile ed esoterica significa esaltare l’alchimia dell’essere,
concepire è realizzare il contenuto racchiuso nella forma perché
della magia è l’artefice. |